10/10/11 07:29 | autore: Ciccio Auletta foto Stampa

Restaurata la lapide di Gori a Ferrer: Pisa ritrova se stessa per un giorno 0

L'iniziativa è stata promossa da un un comitato spontaneo di residenti e abitanti della strada

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Un gesto semplice ma che dà un segno diverso alla nostra città, e che ne fa riemergere la tradizione libertaria e critica. E' quanto avvenuto sabato pomeriggio (sabato 8 ottobre) in via Pietro Gori. Decine e decine di abitanti di questa via del centro, nel quartiere di San Martino, si sono ritrovati per festeggiare insieme, al termine di una iniziativa portata avanti in questi mesi, il ripristino della lapide scritta da Pietro Gorim e dedicata a Francisco Ferrer y Guardia sopra il muro d'ingresso del Teatro Redini .

Era il 1910 quando le associazioni popolari di Pisa organizzarono una grande manifestazione in occasione del primo anniversario della morte di Francisco Ferrer y Guardia con la posa, nell'allora via S. Giovannino, di una lapide in suo onore scritta da Pietro Gori. Anni più tardi il regime fascista la fece rimuovere.

Sabato 8 ottobre 2011, proprio a Pisa, a cento anni dalla morte di Pietro Gori, un comitato spontaneo di residenti e abitanti dell'attuale via Gori ha deciso che era tempo di ricostruire un pezzo di storia che fu tolta ai pisani ripristinando la lapide e dedicando un'intera giornata alla memoria dell'illustre anarchico.

Ad aprire la manifestazione sono stati i canti anarchici di Alessandro Cei dei "Vincanto", quindi è stata la volta degli interventi dello storico Adriano Prosperi e di Franco Bertolucci direttore della Biblioteca Franco Serantini che hanno spiegato il senso dell'iniziativa.

A prendere per primo la parola è stato il professor Prosperi: "Sono qui in primo luogo come antico abitante di questa strada e sono felice dell'iniziativa di oggi, grazie alla quale si restaura una parte vera della città di Pisa, un fatto ancora più importante in una fase in cui si riscrive la fisionomia del centro storico, anche con nuove e pericolose costruzioni".

Prosperi si sofferma sul legame tra Gori e Ferrer, mettendo in evidenza il sentimento di uguaglianza, di giustizia, di rinnovamento avvolto in quell'utopia che poi sarà sostituita dal socialismo scientifico. " Sono oggi felice - afferma il docente universitario - di questa iniziativa che, grazie al restauro della lapide recupera la voce della città con una lingua che le era stata cancellata".

E Prosperi si sofferma proprio sulla natura di Pisa, su quella caratteristica costante e per certi versi indelebile, ovvero "la composizione studentesca e giovanile che si mescola con quel carattere popolare e contadino della città, costituendone la linfa vitale".

Nel passaggio dalla Pisa contadina a quella industriale, alla città come oggi appare, questo connubio tra i due caratteri costituisce secondo il docente "la radice sociale e antropologica" di Pisa, in una fase in cui si guarda verso un ritorno all'utopia, al sogno di giustizia.

Prosperi si sofferma quindi sulla figura di Ferrer come insegnate, sulla sua opera pedagogica finalizzata alla realizzazione di una scuola moderna in cui si dia libertà allo studente, puntando sul valore della scienza e l'importanza della storia.

"Un insegnamento quello di Ferrer - afferma il docente - da studiare e recuperare tanto più in un momento in cui assistiamo all'assassinio della scuola pubblica in cui la libertà dei docenti e degli studenti viene cancellata progressivamente, e leggere un libro diventa qualcosa di meccanico e non un fatto culturale".

"Riscoprire l'entusiasmo della partecipazione alla vita civile - conclude Prosperi - è il solo metodo per invertire una rotta in cui l'antipolitica diventa dominante".

A ricordare poi nel dettaglio gli elementi biografici di Ferrer e i legami di Gori con quest'ultimo è Franco Bertolucci, direttore della Biblioteca Franco Serantini, che evidenzia come durante il fascismo furono tante le lapidi a Pisa andate distrutte e che sarebbero da recuperare.

"Oggi - afferma Bertolucci - restituiamo a Pisa un pezzo di città e della sua memoria storica e di questo non posso che ringraziare tutti coloro che hanno collaborato perché ciò fosse possibile". Dopo gli interventi è stata scoperta la lapide restaurata grazie all'attento lavoro di un gruppo anonimo di marmisti. Accanto alla lastra di marmo è stata anche esposta la prima targa in QRcode, a cura del videoartista Giacomo Verde: un dispositivo che permetterà a tutti gli appassionati delle nuove tecnologie di accedere a immediati approfondimenti storici su Gori e Ferrer.

Viene così ricucita in città una ferita ancora aperta lasciata dal fascismo e soprattutto si dà concretezza a un modo diverso di pensare la città, recuperandone le sue radici storiche e culturali, attraverso soprattutto la partecipazione e l'autorganizzazione degli stessi cittadini di ogni età e provenienza.

Sciopero generale a Pisa: corteo a Ospedaletto - di Tommaso Fabiani

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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