08/08/11 10:00 | autore: la redazione foto Stampa

"Essere contrari alla caccia? Lo può essere anche un analfabeta". E' polemica sulla campagna di Federcaccia Toscana 0

Critiche dalle associazioni ambientaliste contro le vignette di Giuliano per l'iniziativa di “informazione” di Federcaccia Toscana. Il presidente provinciale Marco Salvadori: "Non vogliamo offendere nessuno, il nostro è un confronto costruttivo". Il presidente nazionale della Lipu, Fulvio Mamone Capria: "Sarebbe meglio se FIdC si dedicasse ad affrontare le tante zone d'ombra che ancora caratterizzano molta caccia italiana"

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La stagione venatoria in Provincia di Pisa avrà inizio il 18 settembre 2011 e terminerà il 30/01/2012. Per l'intera stagione venatoria la caccia sarà consentita tre giorni per ogni settimana, che il titolare della licenza potrà scegliere fra quelli di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.

Regolamentata da un fitto complesso di regole e osservanze, la pratica venatoria è una di quelle attività che per sua stessa natura solleva grande attenzione, e non poche critiche, soprattutto da parte delle associazioni di ispirazione ambientalista. Nonostante Federcaccia, associazione storica dei cacciatori Italiani, abbia avviato da tempo un percorso di rigido controllo sui propri iscritti e di regolamentazione dei comportamenti da tenere da parte dei cacciatori durante la loro attività, sono ancora numerosi i casi di trasgressione delle regole. Vere e proprie piaghe come il bracconaggio e l'uso di armi non convenzionali per taluni tipi di caccia, sono ancora all'ordine del giorno, radicate in una cultura che troppo spesso si cela dietro l'alibi dell'hobby venatorio per nascondere un vero e proprio illecito, perseguito dalla legge.

Federcaccia Toscana, con i suoi quasi 54.000 soci, composta da organi territoriali e precisamente 10 Sezioni Provinciali e oltre 500 Sezioni Comunali, è una delle associazioni venatorie regionali afferenti alla FIdC più numerosa per numero di iscrizioni e per la stagione venatoria 2011 - 2012 ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione per quanto concerne la "serietà" dell'atto venatorio.

Attraverso le vignette di Giuliano, da quasi due settimane, la Federcaccia ha voluto raccontare con grandi manifesti apposti sui muri delle città toscane che la "Caccia è una cosa seria". "Una campagna con il sorriso sulle labbra, come si addice alle cose veramente serie, che conoscono la forza dell'ironia" - ha spiegato il presidente di Federcaccia Toscana, Moreno Periccioli.

L'iniziativa prende le mosse dai suggerimenti della ricerca su "Gli italiani e la caccia", svolta dall'istituto Astra. Secondo tale indagine, la maggioranza degli italiani (55%) non sarebbe contraria alla caccia regolamentata e sostenibile, ma è però disinformata sul fatto che quelle regole esistono, sono tante e severe e che gli esami per la licenza di caccia sono tra i più selettivi d'Europa.

"Le lacune nella conoscenza di limiti e norme che regolano la caccia - spiega ancora Periccioli - pongono in primo piano la necessità di maggiore informazione. Siamo convinti che l'ironia del vignettista Giuliano ci aiuterà a raccontare come la caccia sia, nel nostro Paese, una cosa seria, regolamentata e attenta alla natura".

Le vignette ideate da Giuliano, proverbialmente, "non la mandano a dire" (vedi vignette nella gallery). I cacciatori che vi compaiono si lanciano in salaci boutade che vorrebbero mettere in rilievo alcune contraddizioni del "senso comune" intorno alla caccia. Ma comunque sia, al di là di improvvisate analisi semiologiche dell'operazione voluta da Federcaccia Toscana, c'è da registrare che i manifesti citati sono giunti anche a Pisa (quello nella foto di copertina era affisso fino a pochi giorni fa al pannello in prossimità del Ponte alle Bocchette sulla via Fiorentina).

Ne abbiamo parlato, in proposito, con il Marco Salvadori presidente provinciale Federcaccia Pisa, ponendo la questione della finalità stessa della campagna e dei suoi destinatari. "La nostra campagna si basa sul fatto di cercare di legittimare recuperando immagine e visibilità per la figura del cacciatore, quale persona impegnata sul territorio non tanto quanto predatore, ma gestore della fauna per poter successivamente fruirne in maniera regolamentata. Voglio inoltre far presente, che la nostra campagna pubblicitaria ha anche lo scopo, durante questa fase di tesseramento, di cercare di creare massimo consenso verso la nostra associazione tra tutti i cacciatori, poiché esistono numerosissime piccole associazioni venatorie che in questo particolare sono i nostri competitor fino all'inizio della prossima stagione venatoria".

Sollecitato dal fatto che alcune vignette sono particolarmente "affilate" per una campagna di informazione, il presidente Salvadori assicura: "Abbiamo la necessità di lavorare parallelamente su due indirizzi, recupero credibilità e campagna di tesseramento. L' uso delle vignette di Giuliano è stata una scelta voluta da tutta l'associazione a livello regionale e condivisa dai provinciali. Da parte nostra non c'è nessuna necessità di voler aprire conflitti con mondi a noi contrapposti, lavoriamo per cercare di ottenere un confronto certamente aspro, ma possibilmente costruttivo per rispondere alle vere esigenze di una corretta gestione delle risorse faunistiche e territoriali della nostra provincia".

"E poi - conclude Salvadori - voglio chiarire che non c'è assolutamente volontà di offendere nessuno, tanto meno voler creare attriti con mondi a noi contrari. Il fumetto è sarcasmo, voglia di ridere su battute che possono essere frizzanti, aggressive, ma sempre al di fuori di una volontà offensiva. Voglio solo far presente che il vignettista Vauro nella nota trasmissione Annozero, a fine serata ha un suo spazio dove con toni ironici, sarcastici, deride i vari presenti, creando attenzione mista a divertimento".

In merito abbiamo chiesto un commento al Presidente della LIPU - BirdLife Italia, Fulvio Mamone Capria in proposito. "Lungi da noi l'idea di limitare la libera espressione di chiunque - ha commentato Mamone Capria - tanto meno di chi la pensa in modo diverso da noi. Ma è nel merito che la campagna a "fumetti" di Federcaccia non ci convince affatto. FIdC dice che la caccia è una cosa seria: ma allora sarebbe tempo che si occupasse seriamente dei danni che arreca alla natura, degli specie in declino che abbatte, degli enormi quantitativi di piombo che immette nell'ambiente, delle infrazioni comunitarie e delle pesanti condanne che procura all'Italia per il mancato rispetto delle regole. Queste sì, tutte cose molto serie e molto negative".

"FIdC dice anche - continua il Presidente della Lipu - che per i cacciatori italiani serve la fedina penale pulita (vedi vignetta n. 1 della gallery, ndr.). Tuttavia, c'è da chiedersi cosa accadrebbe, in un Paese a tasso ancora altissimo di bracconaggio quale l'Italia, se venissero attivati controlli più capillari e un severo sistema penale applicato alla caccia? Quante fedine penali si sporcherebbero? Cioè, quanti sono i cacciatori italiani che ancora cedono alla tentazione di infrangere la legge e scivolare nella piaga della caccia illegale? E cosa sta facendo in concreto FIDC per arginare, combattere questo fenomeno?".

Infine, conclude Mamone Capria: "Molto meglio sarebbe se FIdC, anziché alle battute e alle vignette, si dedicasse ad affrontare le tante zone d'ombra che ancora caratterizzano, non senza cattive conseguenze, molta caccia italiana".

Sciopero generale a Pisa: corteo a Ospedaletto - di Tommaso Fabiani

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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