La
stagione venatoria in Provincia di Pisa avrà inizio il 18 settembre
2011 e terminerà il 30/01/2012. Per l'intera stagione venatoria la
caccia sarà consentita tre giorni per ogni settimana, che il
titolare della licenza potrà scegliere fra quelli di lunedì,
mercoledì, giovedì, sabato e domenica.
Regolamentata
da un fitto complesso di regole e osservanze, la pratica venatoria è
una di quelle attività che per sua stessa natura solleva grande
attenzione, e non poche critiche, soprattutto da parte delle
associazioni di ispirazione ambientalista. Nonostante Federcaccia,
associazione storica dei cacciatori Italiani, abbia avviato da tempo
un percorso di rigido controllo sui propri iscritti e di
regolamentazione dei comportamenti da tenere da parte dei cacciatori durante
la loro attività, sono ancora numerosi i casi di trasgressione delle
regole. Vere e proprie piaghe come il bracconaggio e l'uso di armi
non convenzionali per taluni tipi di caccia, sono ancora all'ordine
del giorno, radicate in una cultura che troppo spesso si cela dietro
l'alibi dell'hobby venatorio per nascondere un vero e proprio
illecito, perseguito dalla legge.
Federcaccia
Toscana, con i suoi quasi 54.000 soci, composta da organi
territoriali e precisamente 10 Sezioni Provinciali e oltre 500
Sezioni Comunali, è una delle associazioni venatorie regionali
afferenti alla FIdC più numerosa per numero di iscrizioni e per la
stagione venatoria 2011 - 2012 ha deciso di lanciare una campagna di
sensibilizzazione per quanto concerne la "serietà" dell'atto
venatorio.
Attraverso
le vignette di Giuliano, da quasi due settimane, la Federcaccia ha
voluto raccontare con grandi manifesti apposti sui muri delle città
toscane che la "Caccia è una cosa seria". "Una campagna con il
sorriso sulle labbra, come si addice alle cose veramente serie, che
conoscono la forza dell'ironia" - ha spiegato il presidente di
Federcaccia Toscana, Moreno Periccioli.
L'iniziativa
prende le mosse dai suggerimenti della ricerca su "Gli italiani e
la caccia", svolta dall'istituto Astra.
Secondo tale indagine, la maggioranza degli italiani (55%) non
sarebbe contraria alla caccia regolamentata e sostenibile, ma è però
disinformata sul fatto che quelle regole esistono, sono tante e
severe e che gli esami per la licenza di caccia sono tra i più
selettivi d'Europa.
"Le
lacune nella conoscenza di limiti e norme che regolano la caccia -
spiega ancora Periccioli - pongono in primo piano la necessità di
maggiore informazione. Siamo convinti che l'ironia del vignettista
Giuliano ci aiuterà a raccontare come la caccia sia, nel nostro Paese,
una cosa seria, regolamentata e attenta alla natura".
Le
vignette ideate da Giuliano, proverbialmente, "non la mandano a
dire" (vedi vignette nella gallery). I cacciatori che vi
compaiono si lanciano in salaci boutade che vorrebbero mettere in
rilievo alcune contraddizioni del "senso comune" intorno
alla caccia. Ma comunque sia, al di là di improvvisate analisi
semiologiche dell'operazione voluta da Federcaccia Toscana, c'è da
registrare che i manifesti citati sono giunti anche a Pisa (quello
nella foto di copertina era affisso fino a pochi giorni fa al
pannello in prossimità del Ponte alle Bocchette sulla via
Fiorentina).
Ne
abbiamo parlato, in proposito, con il Marco Salvadori presidente
provinciale Federcaccia Pisa, ponendo la questione della finalità
stessa della campagna e dei suoi destinatari. "La nostra
campagna si basa sul fatto di cercare di legittimare recuperando
immagine e visibilità per la figura del cacciatore, quale persona
impegnata sul territorio non tanto quanto predatore, ma gestore della
fauna per poter successivamente fruirne in maniera regolamentata.
Voglio inoltre far presente, che la nostra campagna pubblicitaria ha
anche lo scopo, durante questa fase di tesseramento, di cercare di
creare massimo consenso verso la nostra associazione tra tutti i
cacciatori, poiché esistono numerosissime piccole associazioni
venatorie che in questo particolare sono i nostri competitor fino
all'inizio della prossima stagione venatoria".
Sollecitato
dal fatto che alcune vignette sono particolarmente "affilate"
per una campagna di informazione, il presidente
Salvadori assicura: "Abbiamo la necessità di lavorare
parallelamente su due indirizzi, recupero credibilità e campagna di
tesseramento. L' uso delle vignette di Giuliano è stata una scelta
voluta da tutta l'associazione a livello regionale e condivisa dai
provinciali. Da parte nostra non c'è nessuna necessità di voler
aprire conflitti con mondi a noi contrapposti, lavoriamo per cercare
di ottenere un confronto certamente aspro, ma possibilmente
costruttivo per rispondere alle vere esigenze di una corretta
gestione delle risorse faunistiche e territoriali della nostra
provincia".
"E
poi - conclude Salvadori - voglio chiarire che non c'è assolutamente
volontà di offendere nessuno, tanto meno voler creare attriti con
mondi a noi contrari. Il fumetto è sarcasmo, voglia di ridere su
battute che possono essere frizzanti, aggressive, ma sempre al di
fuori di una volontà offensiva. Voglio solo far presente che il
vignettista Vauro nella nota trasmissione Annozero, a fine serata ha
un suo spazio dove con toni ironici, sarcastici, deride i vari
presenti, creando attenzione mista a divertimento".
In
merito abbiamo chiesto un commento al Presidente della LIPU -
BirdLife Italia, Fulvio Mamone Capria in proposito. "Lungi da
noi l'idea di limitare la libera espressione di chiunque - ha
commentato Mamone Capria - tanto meno di chi la pensa in modo
diverso da noi. Ma è nel merito che la campagna a "fumetti" di
Federcaccia non ci convince affatto. FIdC dice che la caccia è una
cosa seria: ma allora sarebbe tempo che si occupasse seriamente dei
danni che arreca alla natura, degli specie in declino che abbatte,
degli enormi quantitativi di piombo che immette nell'ambiente,
delle infrazioni comunitarie e delle pesanti condanne che procura
all'Italia per il mancato rispetto delle regole. Queste sì, tutte
cose molto serie e molto negative".
"FIdC
dice anche - continua il Presidente della Lipu - che per i cacciatori
italiani serve la fedina penale pulita (vedi vignetta n. 1 della
gallery, ndr.). Tuttavia, c'è da chiedersi cosa accadrebbe, in un
Paese a tasso ancora altissimo di bracconaggio quale l'Italia, se
venissero attivati controlli più capillari e un severo sistema
penale applicato alla caccia? Quante fedine penali si sporcherebbero?
Cioè, quanti sono i cacciatori italiani che ancora cedono alla
tentazione di infrangere la legge e scivolare nella piaga della
caccia illegale? E cosa sta facendo in concreto FIDC per arginare,
combattere questo fenomeno?".
Infine,
conclude Mamone Capria: "Molto meglio sarebbe se FIdC, anziché
alle battute e alle vignette, si dedicasse ad affrontare le tante
zone d'ombra che ancora caratterizzano, non senza cattive
conseguenze, molta caccia italiana".
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