27/08/10 09:00 | autore: Francesca Parra - Cinzia Colosimo Stampa

Allocca: "Nessun cedimento sulla libertà di movimento dei Rom" 0

L'intervista a Salvatore Allocca, assessore regionale all'Immigrazione e Popolazioni Nomadi

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Prosegue il confronto sulle politiche in tema di immigrazione, riaccesosi aspramente a fronte dei provvedimenti messi in campo oltralpe da Sarkozy. Nella sola giornata di ieri le agenzie parlavano di centinaia di espulsioni forzate di uomini, donne e bambini rom, mentre la Reuters calcola che il numero di rom espulsi dalla Francia nel 2010 ha superato le 8mila persone.

Un tema, quello della discriminazione e della difficile convivenza sotto il comune tetto europeo con le comunità rom, che è stato riaperto anche a Pisa dopo che nei giorni scorsi l'amministrazione comunale ha abbattuto una baracca nell'insediamento di Ospedaletto. Un gesto da subito stigmatizzato dall'associazione Africa Insieme, che ha accusato il comune di "superficialità, scarsa conoscenza dei fatti e proclami altisonanti sulla sicurezza".

E se nel frattempo la stessa amministrazione sta provvedendo a rimuovere i numerosi rifiuti che si sono accumulati all'esterno del campo via Maggiore Oratoio, d'altra parte si teme che questo possa essere il preludio per un vero e proprio sgombero della zona.

Abbiamo interpellato sul tema l'assessore regionale alle politiche sociali e all'immigrazione, Salvatore Allocca.

La prima considerazione riguarda la situazione francese: l'Ue ha espresso preoccupazioni sull'atteggiamento di Sarkozy, e la stessa Onu ha criticato duramente queste scelte, parlando di una "significativa recrudescenza di razzismo". Qual è la sua posizione?

Le tragedie di questa nostra epoca moderna sembra comincino sempre scaricando la responsabilità sul popolo rom, che diventa poi obbiettivo di esclusioni. Questo è quello che è già successo in Francia; in Italia si è presa la palla al balzo per tentare di risolvere i problemi dentro una maggioranza scollata, inserendo subito il problema dell'immigrazione in un contesto di durezza contro gli immigrati. Di fronte a queste dichiarazioni bisogna resistere. Mi sembra, però, ci sia un vento nuovo, anche l'isolamento di Sarkozy può dettare quelcosa alla nostra sinistra e al centro sinistra.

Qualcuno intravede delle pericolose analogie tra quello che sta avvenendo in Francia e le politiche portate avanti dall'amministrazione comunale di Pisa. Ieri il "Corriere" titolava non senza ironia "Filippeschi fa il Sarkozy", ma le stesse associazioni che operano sul territorio hanno più volte criticato la giunta pisana e la Società della Salute, dalla chiusura del programma "Città Sottili" agli sgomberi degli scorsi mesi. Cosa ne pensa?

Mi sembra che le questioni siano diverse. Il comune di Pisa, pur nelle difficoltà che ci sono, insieme alla Regione ha tentato di offrire delle soluzioni, che non sono certo le ipotesi della cacciata forzosa. Occorre intanto un'attenzione fortissima a non confondere le questioni, e in questo gioca anche l'elemento della tempestività. Personalmente ho un ruolo diverso dal Comune e non intendo intervenire su questo elemento.

Il Protocollo d'intesa firmato dalla precedente amministrazione regionale con i Comuni e le Società della Salute della zona pisana proprio sui rom, prevede, tra le altre cose, dei percorsi per predisporre le condizioni per un ritorno volontario delle famiglie. Va mantenuta questa opzione?


Resta fermo il fatto che esiste, ed è garantita, la libertà di muoversi sul territorio. Questo non ha niente a che vedere con il fatto che la Regione sta tentando di mettere in piedi strumenti che consentano ai territori di dare una risposta, la migliore possibile, su questo fronte.

L'ipotesi di rimpatrio volontario e di sostegno per chi vuole rientrare va tenuta in piedi, perché è una delle tante possibilità che sono offerte a chi si muove sul territorio europeo. Credo che però vadano trovati modi anche di erogazione, frazionata sul luogo, che impediscano che questo diventi il motore di un andare e tornare per utilizzare il buono. Penso che possa essere continuato senza che ci sia nessuna similitudine con le deportazioni e con le cacciate o le espulsioni. Al contrario, un modo del tutto volontario e ben più sostanzioso: abbiamo anche noi proposto dei progetti di buon rientro come Regione, su tutta una serie di settori, che però sono segnati dall'organizzazione di uno sbocco sul territorio di ritorno e una totale completa volontarietà. Si possono trovare forme migliorative e occorre trovarle insieme.

E la chiusura di Città sottili?

Città sottili è un programma importante in cui si è messo mano a un problema. Pisa è stata una delle realtà comunali che più si è impegnata; se questo non basta, dovremo cercare altre soluzioni. Abbiamo già avuto incontri per vedere come andare avanti e fare altro. Ma ciascuno nelle proprie competenze: la Regione nel cercare di reperire risorse, il comune nell'operare direttamente sul territorio.

Niente espulsioni quindi?

Nessun equivoco, nessun cedimento sul terreno dei diritti fondamentali delle persone sanciti dalla legge 29 e dalla Ue sulla libertà di movimento sul territorio europeo. Non si rimanda nessuno forzatamente a casa, e su questo non si può fare nemmeno un piccolo passo indietro.

Sciopero generale a Pisa: corteo a Ospedaletto - di Tommaso Fabiani

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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