27/04/10 09:27 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Università: il Rettore “si raccomanda” l'autoprolungamento 0

Il Rettore e i Presidi di Facoltà in Senato Accademico approvano una raccomandazione ai decani a non indire le elezioni per il rinnovo delle cariche fino a settembre, in attesa dell'approvazione del DDL. E' polemica.

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Venerdì 23 aprile, in occasione della seduta straordinaria convocata per discutere di sviluppo e reclutamento, il Rettore ha fatto un po' in ritardo quella che si potrebbe definire una "sorpresa pasquali" al mondo universitario, ponendo all'attenzione del Senato Accademico i problemi di coordinamento per le procedure di rinnovo delle cariche, in conseguenza del fatto che il DDL in materia di organizzazione universitaria è attualmente in esame al Senato della Repubblica.

La richiesta di chiarimento, è stato subito sottolineato, veniva dal decano della Facoltà di Medicina e Chirurgia, ma un'indicazione del Senato Accademico sarebbe indiscutibilmente stata data a tutti i decani del nostro Ateneo, sia quindi per le elezioni dei Presidi in scadenza che per le elezioni dello stesso Rettore, in scadenza al primo novembre.

La discussione si è conclusa con una "forte raccomandazione" ai decani di non indire elezioni prima di settembre quando, a parer di molti, si saprà il destino del DDL ed eventualmente si potrà rimandare qualsiasi procedura elettorale a un periodo successivo. Il rinvio interessa alcuni presidi e direttori di dipartimento, il prorettore vicario, e tutti i prorettori, oltre che lo stesso rettore il cui mandato scade il prossimo 30 ottobre. Lo Statuto e il regolamento in materia di elezioni stabiliscono, invece, che spetta solo al Decano dell´università, in tutta autonomia, indire le elezioni del Rettore nei sei mesi precedenti la scadenza del suo mandato, dunque a partire dal 30 aprile.

La stessa figura del Decano, secondo lo Statuto, nasce proprio come istituzione di garanzia delle procedure, del tutto sganciati dagli organi. In questa occasione, uno degli organi di governo, in questo caso il Senato Accademico, ha deciso di "esercitare pressioni", c'è anche chi parla di "un vero e proprio colpo di mano", votando un atto che riguarda l'interesse di molti dei membri stessi del Senato, cioè Rettore e Presidi.

Contro questa indicazione Sinistra Per che, in una nota, ha espresso "indignazione nel vedere con quale fermezza il Rettore e i presidi abbiano cercato (e in un certo senso ottenuto) di auto-prolungarsi il mandato con una delibera che ci sembra il minimo definire sconveniente".

"Ai decani - spiegano dalla lista studentesca - che da Statuto possono indire le elezioni nei 6 mesi precedenti la scadenza del mandato, viene indicato (in modo restrittivo) il periodo in cui possono indire le elezioni. D'altra parte a nostro parere, se il DDL non uscisse entro settembre, sebbene tecnicamente in due mesi si possano svolgere le elezioni del Rettore, resterebbe una finestra temporale così stretta da impedire una discussione approfondita sulle problematiche dell'Ateneo, che renderebbe impossibile una scelta meditata e consapevole. Se invece il DDL uscisse entro settembre, gli organi attualmente in carica verrebbero congelati per il tempo necessario alla redazione del nuovo statuto".

Forti critiche vengono anche da fuori l'Università, in quanto si parla di regole democratiche, a opera di Rifondazione Comunista: "Oltre che illegittima nella procedura, la raccomandazione votata dal Senato è grave nei contenuti. Essa dà per scontata l'approvazione del disegno di legge Gelmini entro la fine di ottobre: una "riforma" su cui Pasquali ha sempre eluso ogni dibattito pubblico, e contro cui noi ci siamo sempre battuti insieme ai movimenti e alla Cgil"

"Dopo avere eseguito fedelmente i tagli - prosegue in una nota il Prc - e il blocco delle assunzioni contenuti nella legge 133 e nel decreto 180, il rettore ritiene di avere diritto a un premio: guidare la transizione dell´università di Pisa verso le nuove norme volute dal governo, beneficiando della proroga di sei mesi prevista per gli organismi in carica al momento dell´approvazione della legge Gelmini".

Da qui la richiesta da parte di Rifondazione Comunista ai decani: "Ci appelliamo ai Decani dell´università e delle facoltà affinché non tengano conto della raccomandazione irrituale del Senato e indicano subito le elezioni del rettore e di tutte le cariche in scadenza, a norma del vigente Statuto. Chiediamo a tutti i lavoratori e gli studenti dell´università di attivarsi per denunciare pubblicamente e sventare questo colpo di mano, iniziando una raccolta di firme a sostegno di elezioni immediate".

 

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