25/03/10 09:00 | autore: Cinzia Colosimo Stampa

Edicole, un'intesa per combattere la crisi 0

Cgil e Confesercenti insieme per risolvere i principali problemi che affliggono i "giornalai" cittadini: dal rapporto con gli editori al mancato "piano edicole"

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Ci sono 110 edicole fra Pisa e i comuni limitrofi, Calci, San Giuliano, Vecchiano, Marina, Tirrenia e Calambrone. Molte di esse vivono e sopravvivono da molti anni: sono diventate un punto di riferimento per il quartiere, un tratto caratteristico del territorio, preziosi luoghi di incontro e di scambio.  

Lo stato di salute in cui versano le edicole, però, non è certo dei migliori: secondo una stima del sindacato dei giornalai, il 40% di esse è in crisi, cioè si trova in una situazione in cui gli introiti coprono appena le forniture; il 10% è sull'orlo del collasso e il restante 50% "annaspa".

Abbiamo incontrato Leonardo Geri, titolare della storica edicola alle Logge di Banchi, da anni attivo nella Sinagi-Cgil, il sindacato dei giornalai che ha avviato a Pisa da poco tempo una stretta collaborazione con la Fenagi-Confesercenti. Ci siamo fatti spiegare i problemi principali delle edicole, il meccanismo della filiera editoriale che li riguarda e le possibili soluzioni che propongono.

Problemi principali della filiera - Quella dei giornali è una filiera "corta", che parte dagli editori, prosegue con la distribuzione nazionale che, a sua volta, si snoda in quella locale, fino a confluire nelle singole edicole. Dove si inceppa il meccanismo e in che modo? "Fino a quando il sistema di distribuzione era 'misura d'uomo'- spiega Geri - si conoscevano le edicole, che venivano rifornite in base alla loro specificità. Da quando, invece, la grande distribuzione è passata in mano ai pochi, grandi gruppi editoriali, è venuta totalmente meno la personalizzazione delle edicole."
Che significa personalizzazione? "Mi spiego, un tempo le edicole erano piccoli microcosmi, ognuna si specializzava in un settore e il cliente sapeva orientarsi. Da un po' di tempo a questa parte i contratti ci obbligano all'appiattimento delle forniture, che devono essere uguali per tutti. Sono i diktat di mercato, e le connessioni fra prodotti editoriali e pubblicità a imporre questo stato di cose, che ha generato il caos. Una confusione che si riscontra non solo nello spaesamento del cliente, che prima sapeva dove trovare il prodotto che desiderava, ma anche nella pratica lavorativa. Ad esempio, un'edicola di 3 mq riceveva una quantità proporzionale di forniture, adesso ne riceve per 10 mq. Gli editori in questo modo ci hanno imposto di ricevere il pacchetto completo, senza poterci dare autonomia di scelta in base alle esigenze individuali."

I "falsi mensili" - Sorge in questo contesto il problema dei cosiddetti "falsi mensili", ossia periodici che dovrebbero uscire una volta al mese e invece escono 4, 5 volte l'anno, o con frequenza non regolare, contravvenendo agli standard editoriali vigenti. Si tratta di standard che determinano la tipologia, la frequenza di uscita e la scontistica. Cosa comporta il mancato rispetto di questi parametri? "Il falso mensile - risponde Geri - è un problema perché va a intaccare la capacità patrimoniale delle singole edicole, costrette a pagare per prodotti che non hanno continuità, e impediscono un ricambio mensile necessario. Si tratta infatti spesso di prodotti editoriali di scarsa qualità, oppure degli evidenti scarti che vengono reinseriti nella filiera con nomi diversi, o all'interno di 'buste' che descrivono un prodotto che si rivela essere invece datato."

Le possibili soluzioni - "Come sindacato faremo richiesta di intervento sia al Comune che alle Province per una mediazione con gli editori, dato che non c'è nessun controllo effettivo sulle singole pubblicazioni. L'unico strumento che abbiamo è ricavare dal sistema informatico della filiera i dati sulle singole pubblicazioni, l'unico che permetta di verificare la congruenza fra i dati scritti e quelli reali."
Di fronte alla quasi impossibile comunicazione con i grandi editori, 'sordi' alle esigenze del dettaglio, i sindacati pisani hanno deciso di far sentire la loro voce. Come ci spiega Geri: "La collaborazione Sinagi Cgil e Fenagi Confesercenti è nata dalla necessità di unire le forze, e di dare vita in tutte le province toscane a 'Coordinamenti sindacali paritetici', che si muoveranno e si esprimeranno in modo unitario su tutte le vicende che interesseranno le edicole." Una collaborazione che ha già dato i suoi primi frutti: "E' stato deciso nell'ultima assemblea di non tollerare ulteriormente questa situazione: abbiamo spedito una prima lettera alle distribuzioni locali, dove si chiede la riduzione e la messa in conto in deposito di tutti i falsi mensili identificati. I distributori però, hanno ovviamente declinato ogni responsabilità e rispedito le accuse agli editori. C'è stata quindi una votazione compatta verso lo scontro, e se occorrerà, bloccheremo il ricevimento di certi periodici."

L'assenza del piano edicole - Ma i problemi per le edicole non finiscono qui. Anche dal punto di vista delle stutture sono molte le difficoltà registrate: "Quasi tutti i comuni, insieme ai sindacati, hanno redatto i regolamenti per il suolo pubblico e quindi anche un piano per le edicole. A Pisa, per una serie di motivi, questo non è stato fatto da molti anni. Il risultato è un problema duplice: non essendoci sanzioni previste, il comune ha potuto procrastinare a lungo il mancato provvedimento, ma nel frattempo i flussi di commercio sono cambiati e l'attuale piano non è più adeguato. Senza contare poi che senza un piano per le edicole, qualsiasi ristrutturazione diventa quasi impossibile".

Cosa ha implicato "l'anacronismo" del vecchio piano edicole? Geri risponde con un esempio: "L'edicola di via Corridoni, all'angolo della passerella di San Giusto: con l'apertura del sottopassaggio il transito delle persone in quel tratto è talmente diminuito da far chiudere l'attività. Un adeguato piano delle edicole avrebbe potuto permettere lo spostamento in un luogo consono alla nuova situazione, ed evitarne la chiusura". 

Sciopero generale a Pisa: corteo a Ospedaletto - di Tommaso Fabiani

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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