22/02/10 10:11 | autore: Francesca Parra foto Stampa

Incendio Calci: inizia il rinverdimento dal basso 0

Questo fine settimana decine di volontari si sono dati appuntamento sul monte bruciato per "seminare" palline di argilla. Arriva a Calci la filosofia dell'agricoltura naturale: "Ci limitiamo a spargere sul suolo i semi e lasciare che la natura faccia il suo corso"

5fe33491ae4d00435552c5ee499be1ab Foto di Rita Di Ianni

Dopo l'incendio che fra l'8 e il 9 settembre del 2009 ha devastato il monte pisano che domina Calci, in molti si sono chiesti in paese che cosa si potesse fare per restituire linfa vitale a ciò che il fuoco aveva distrutto.
E per una volta la volontà di essere parte attiva, di contribuire alla salvaguardia del territorio e al rinverdimento del monte, quella volontà che nei giorni immediatamente successivi all'incendio era sulla bocca di tanti , non è rimasta lettera morta e si è trasformata nei mesi, attraverso incontri e discussioni, in un'attività concreta grazie all'impegno di quello che si fa chiamare il "Gruppo Incendio": ovvero alcuni dei membri del Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) del comune che sorge nella collina pisana, famoso ai più per ospitare la nota Certosa.

Ma come aiutare la terra a tornare verde e come superare "l'ostacolo" della legge regionale che vieta la riforestazione sulle aree colpite da incendio? Come contribuire a restituire fertilità alla terra bruciata?
La risposta a queste domande è arrivata a grazie alla cosiddetta agricoltura naturale e all'incontro con Lorenzo e Valentina che hanno fatto esperienza della pratica di "seminare" palline di argilla in Grecia nelle aree devastate dagli incendi, insieme a Panos Manikis, esperto di agricoltura naturale e fra i primi allievi di Masanobu Fukuoka, fitopatologo giapponese e pioniere di questa pratica.

Così nel fine settimana appena trascorso in molti, tutti volontari, si sono dati appuntamento a Calci. L'avventura comincia sabato mattina, l'appuntamento è al circolo Cortemagno per preparare argilla e semi che poi nel pomeriggio inizieranno ad essere distribuiti sul terreno.
Ecco così adulti e bambini riuniti nel cortile del circolo lavorare insieme l'argilla, al cui interno vengono inseriti quei semi che nel pomeriggio verranno sparsi sul suolo, percorrendo il sentiero che dalla periferia paesana conduce alla vetta della Verruca e che in gran parte appartiene ai Tellini, che hanno concesso al "Gruppo incendio" la disponibilità ad ospitare questa pratica.

Si replica anche la domenica, con preparazione e semina: sono ancora più numerosi nel secondo giorno i volontari. Non solo gli abitanti della zona, ma persone giunte anche da altre località toscane e non solo.
Quando infatti l'idea di procedere con questa iniziativa ha iniziato a concretizzarsi in molti hanno infatti dimostrato interesse per questa iniziativa. "Siamo stati contattati da Vicopisano, Cascina, Viareggio e Massa - ci spiegano alcuni volontari del Gruppo Incendio - ma anche da Bologna, da dove arriveranno alcuni agronomi per apprendere la tecnica".

E in cosa consiste più precisamente la tecnica lo spiega Lorenzo: "Il lavoro consiste inizialmente nel preparare quella parte di semi che verranno inseriti all'interno delle palline di argilla, altri invece verranno seminati senza questa protezione. Dopodiché ci limitiamo a spargerli sul terreno senza alcun altro tipo di intervento. L'idea fondante è quella di lasciare che la natura faccia il suo corso. Con le piogge alcuni semi germoglieranno, altri no".

Rucola, cicoria, favino, piante selvatiche ed erba medica. E ancora mandorlo selvatico, pero selvatico e due tipi di ginestra. Sono questi alcuni dei semi scelti per questa prima semina. "Abbiamo scelto prevalentemente leguminose - spiega Lorenzo- perché data la stagione era difficile che piante dai semi più duri potessero nascere".

E se si parla di prima semina è perché a settembre l'esperienza sarà ripetuta: allora le condizioni ambientali saranno infatti più favorevoli. È infatti a settembre che in Grecia si danno ogni anno appuntamento per preparare le palline che vengono poi distribuite sul terreno prima dell'inizio delle piogge.

Ma il progetto è ambizioso come ci spiegano quelli del "Gruppo Incendio": "L'idea è quella di creare, fra agosto e settembre, un mese dedicato alla semina, che coinvolga varie località. Ogni gruppo sarà incaricato di organizzare l'iniziativa sul proprio territorio, prendendo contatti con l'amministrazione locale, con gli eventuali proprietari dei terreni e procurandosi il materiale. Gli altri si spsetranno nei fine settimana per aiutare nella semina".

Ed è così che dal Giappone alla Grecia l'agricoltura naturale è arrivata fino a Calci. Una pratica che, nelle spiegazioni che sia Fukuoka che Panos ne danno, non è soltanto un metodo di coltivazione ma uno stile di vita, un insieme di spiritualità, filosofia e scienza, basata su 5 concreti principi: non lavorare la terra, non usare concimi chimici, non usare pesticidi, non usare diserbanti, non potare.

 

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