09/09/09 23:53 | autore: redazione foto video Stampa

Calci: incendio sotto controllo ma resta l'allarme. Distrutti più di 200 ettari di bosco 20

Per tutta la notte è proseguito il lavoro dei vigili del fuoco. Focolai sotto controllo ma si teme il vento. Il Prefetto: "Sono almeno quattro i punti di accensione, e questo conferma che si tratta di un'azione premeditata e criminale"

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E' stata una lunghissima notte sui monti pisani nel tentativo di spegnere l'incendio doloso che dalle 18:30 del pomeriggio di martedì ha distrutto oltre duecento ettari di bosco nella zona dei monti pisani tra Calci ed Uliveto.

Col buio hanno operato esclusivamente le squadre a terra dei vigili del fuoco e dei volontari. Dalle 7.30 della mattinata si sono alzati 2 elicotteri e 3 canadair che assistono le operazioni di spegnimento. Nella notte il miglioramento delle condizioni meterologiche, con la diminuzione della forza del vento, ha consentito finalmente di arginare prima l'incendio e di tenerlo dunque sotto controllo. Alla Gabella è attiva un'unità di crisi che sta dirigendo i lavori di bonifica della zona. Mobilitati tutti gli uomini e i mezzi dei Vigili del Fuoco dei comuni coinvolti, della città di Pisa e di numerosi altri comuni.

"L'incendio è stato contenuto nella notte - spiegano i Vigili del Fuoco - ma la preoccupazione purtroppo resta. Infatti, una volta operata la bonifica delle zone incendiate, bisognerà sperare che gli agenti atmosferici non rinnovino l'incendio: sarebbe sufficiente per questo un cambio del vento o un aumento della temperatura. L'incendio quindi per ora è sotto controllo, ma l'allarme resta".

"Attualmente - riferisce anche la Protezione civile di Calci - i focolai sono spenti e non si vedono all'orizzonte fronti di fiamma. Il problema sarà "tenere" la bonifica ed evitare che il fuoco si possa riattivare nel caso in cui si alzi nuovamente il vento".

Il sindaco di Calci, Bruno Possenti, ha firmato le ordinanze di revoca delle evacuazioni delle abitazioni che ieri sera erano state minacciate dal fuoco nelle frazioni di Crespignano, Nicosia e Baragagna: in tutto si tratta di circa 40 persone che hano trascorso la notte lontano dalle loro case.

Presso la sede del comune di Calci è operativo il centro di coordinamento dell'unità di crisi, guidata dai sindaci di Calci, San Giuliano e Vicopisano che sono in riunione permanente per monitorare l'andamento dell'intervento e tenere la situazione sotto controllo.

Nel corso della notte si è svolto un incontro tra il Prefetto di Pisa, Benedetto Basile, e i sindaci dei comuni coinvolti, alla presenza dei vigili del fuoco, delle forze dell'ordine, della protezione civile e dei vari soggetti volontari che stanno lavorando da ore per definire ulteriormente le iniziative da mettere in campo.

L'origine dolosa dell'incendio è certa. Sono stati diversi, probabilmente 4 o 5, gli inneschi che in diverse zone hanno dato il via alle fiamme. L'operazione è stata fatta non casualmente sul far della sera in modo da limitare per un brevissimo periodo di tempo l'intervento dei mezzi aerei che con il buio non possono operare. Una tattica simile era stata adotta per l'incendio, anche in questo caso di natura dolosa, che ha distrutto negli scorsi giorni la zona di Cerretti a Santa Maria Monte. Lo stesso prefetto Basile ha ribadito nella giornata di oggi la convinzione che si sia trattato di un atto doloso: "Sono stato tutta la notte in giro sui luoghi dell'incendio e non ci sono dubbi che questo scempio sia stato opera di una mano criminale. Abbiamo il sospetto che i diversi punti di accensione, in zone anche particolarmente impervie, possano essere stati almeno quattro, se non di più".

Durissime le dichiarazioni rilasciate all'emittente televisiva 50 Canale dal sindaco di San Giuliano Panattoni: "Siamo di fronte ad un piano criminoso contro i nostri territori. Ci sono troppe coincidenze tra tutti questi episodi. Bisogna fermare questa azione criminale e al riguardo sono molto fiducioso nel lavoro delle forze dell'ordine".

"Mi auguro - prosegue Panattoni - un grande coinvolgimento dei cittadini e una sorveglianza collettiva contro le azioni di questi criminali. Qui si rischia di distruggere un patrimonio di tutti, anni ed anni della nostra storia che vengono cancellati. In un attimo vien bruciata una parte di ciò che compone la nostra comunità. In pochi giorni tutti i nostri territori sono stati duramente colpiti. E' ora di fermarli."

Sulla stessa lunghezza d'onda anche i commenti del sindaco di Vicopisano, Taglioli: "Sta avvenendo un enorme disastro. Qui c'è qualcuno che sta lavorando per distruggere i nostri boschi in maniera sistematica". Anche il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, ha partecipato alla riunione a Calci. "Sono qui perché quattro mezzi del nostro Comune sono impiegati nelle azioni di spegnimento - afferma - e perché questa situazione riguarda tutti e non solo i singoli comuni coinvolti. Dobbiamo unire le forze per fermare questi criminali".

Il danno ambientale è gravissimo. E' stato devastato dal fuoco uno dei polmoni verdi più belli della Toscana e in particolare del monte Serra.

Questo articolo contiene 20 commenti.

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2009/09/10 17:09:15 Michele Giammanchi rimboschimento subito !

intelligente, ponderato, partecipato

2009/09/10 13:09:17 luigi giannetti Notizia fresca di sindaco Taglioli di Vicopisano si dice rattristato in quanto nell'area colpitgiornata, il a dall'incendio per anni crescera solo macchia mediterranea. Francamente sembra che se ne voglia lavare le mani: crescerà solo macchia mediterranea se nessuno interverrà ripiantumando...ricordo che in quelle zone era passato il fuoco già nel '92, eppure attualmente c'era un bosco...

2009/09/10 11:09:50 luigi giannetti Il pino brucia meglio sià perchè forma tappeti di aghi, sia perchè è di per sè più infiammmabile (pensa alla corteccia).I pini sono pionieri in un bosco naturale, non in uno artificiale come lo era il nostro nato da semi gettati dall'elicottero dove in genere i pini distavano fra di loro solo un metro, li certo altre piante crescevano con difficoltà.

2009/09/10 11:09:31 aleksandar medic Quanto ne so, il pino si propaga bene coll’incendio, mentre sono proprio i lecci e simili che vengono distrutti. Mi hanno detto che i pini sono “alberi pionieri” e che aprono pista a lecci ed altre querce. Però se dopo i pini vengono rimessi pini o che si ripiantano da soli come sul colle sopra Villa, alla lunga il terreno viene impoverito, il monte trattiene meno acqua –vedi i ruscelli che non ci sono più. Cioè in sostanza, se l’uomo non facesse proprio niente, me proprio niente, tra un ottantina di anni – la vita media di un pino, nascerebbero spontaneamente lecci e simili o sbaglio? Ma dato che l’uomo fa danno col fuoco, l’uomo dovrebbe anche provvedere il rimedio reimpiantando le specie più adatte al ecosistema che c’era una volta. Anche i cinghiali preferiscano le ghiande di lecci?

2009/09/10 10:09:36 luigi giannetti Infatti bruciano gli aghi, ma anche il pino in sè prende fuoco più facilmente di altre piante, inoltre non è caratteristio dei nostri boschi ma è stato immesso artificialmente a seguito degli incendi (venivano gettate sul monte enormi quantità di seme dagli elicotteri).
Comunque l'importante è intervenire, ricordiamoci che ci vorrà molto a far crescere le nuove piante, quindi interveniamo al più presto e sarebbe bello se partecipasse anche la popolazione...e poi magari isituissero il parco dei monti pisani...

2009/09/10 08:09:05 Andrea Monticelli Son d'accordo con chi dice di cambiare tipo di alberi o quantomeno di ridurre la presenza di pini. Gli aghi secchi bruciano come la benzina..

Si potrebbe vedere di organizzare una giornata, o più, di rimboschimento a cui far partecipare la gente del posto.

2009/09/09 20:09:56 luigi giannetti Grazie a te dell'interessamento, purtroppo bisogna vedere quanti la pensano come noi. Se chi di dovere sposasse la tua proposta del parco interprovinciale sarei la persona più felice del mondo, però intento speriamo nel rimboschimento e che sia un rimboschimento curato e di qualità

2009/09/09 19:09:29 Daniele Palazzo Salve a tutti, io vivo a Empoli ma ho studiato a Pisa e ieri mi trovavo a Campo quando è scoppiato l'incendio. La rabbia è stata incommensurabile. Per fortuna ho trovato un pò di conforto leggendo i commenti lasciati in calce all'articolo. Sono felice che già si pensi a come intervenire e partecipare attivamente in un opera di repentino recupero. La prima azione di risposta a questo atto di follia criminale che mi è balenata in mente è stata l'istituzione di un parco interprovinciale dei Monti Pisani. Ciò permetterebbe una valorizzazione del patrimonio ancora esistente, ripristino delle zone degradate, la partecipazione diretta delle comunità che vi vivono, piano efficaci di monitoraggio e prevenzione degli incendi, gestione sostenibile su base scientifica del territorio. Sarebbe un calcio in piena faccia rivolto agli artefici dell'incendio, sarebbe finalmente un modo per valorizzare i monti Pisani ed iniziare una nuova economia turistica ambientale. Ciò che è bruciato può essere recuperato e dobbiamo farlo in fretta. Sullo stile di Bogotà, a seguito di un serio piano di recupero (che eviti le conifere, si riferisca alla vegetazione regressa e potenziale ecc..), deve essere coinvolta tutta la gente possibile in un piano di rimboschimento che permetta ai cittadini di partecipare alle fasi di piantumazione, manutenzione e crescita degli individui. Può essere istituito un fondo volontario per l'acquisto delle essenze arboree. Come sempre il futuro del territorio passerà per le decisioni politiche. Spero che le istuzioni, vista la gravità della cosa, non consumino la loro energia solo in chiacchere ma si diano da fare per reagire concretamente coinvolgendo la comunità per reagire tutti insieme efficacemente e rapidamente.

2009/09/09 16:09:43 luigi giannetti Dunque per Marina-Tirrenia il caso è diverso li non si possono più piantare pini marittimi per via dell'insetto che li fa seccare e quindi sarebbe rischioso; voglio però farle notare una cosa: ha presente a tirrenia l'area del wwf, li ci sono moltissimi pini marittimi giovani (in quanto la zona prese fuoco alcuni anni fa) per colpa di qualche stupido che non vuole tagliare un gruppetto di pini marittimi vecchi forse anche quelli giovani si ammaleranno...le sembra logico?
Riguardo alle piantumazioni stanno avvenendo e si stanno piantando varie tipologie di piante (pino domestico, marittimo, leccio, farnia...), il problema riguarda però le dimensioni di tali piante (quelle messe lungo la litoranea son o già grandicelle perchè devono far figura, quelle interne invece, come presso il vione vannini sono minuscole, da vivaio), il periodo scelto per la messa a dimora (alcuni interventi sono avvenuti d'estate cosicchè le piante son seccate subito) e la manutenzione (le piante hanno bisogno d'acqua e quelle piccole rischiano di esser soffocate dalla vegetazione spontanea, come la semplice erba di campo).
Per il resto mi trova pienamente d'accordo anche se la reputo un pò un'utopia.

2009/09/09 15:09:52 Alessandro Controzzi X Luigi, sono d'accordo con lei, basti vedere che a Marina di Pisa e nella zona della Pineta litoranea, sono stati abbattuti dei pini marittimi malati, e ne sono stati ripiantati altri domestici e non, ma non era meglio un bell'intervento di rimboschimento con lecci o similari?

Bisognerebbe attivare una partecipazione popolare, ogni cittadino, potrebbe a fronte di un piccolo contributo economico di qualche euro, partecipare attivamente al rimboschimento, come un'adozione a distanza, con i contributi potremmo attivare delle webcam nella zona, cosi che tutti i donatori possano vedere in ogni momento il proprio "albero" e cosi facendo potremmo fare anche un costante monitoraggio ambientale.

Certo non per l'intera area di cui qualche ente competente si dovrà occupare, speriamo in modo adeguato.

2009/09/09 14:09:22 Lucia Martini x Susanna
non lo dire con riserbo... ero anch'io lì è m'è venuto da piangere anche a me. Assistere impotente a quell'inferno mi ha fatto male, anche perché quei posti sono legati a ricordi miei belli

X Roberto
provo anch'io le stesse cose, vorrei proprio guardarli in faccia i criminali che hanno causato questo disastro !!!

2009/09/09 13:09:29 luigi giannetti X Alessandro, ascolta io sono un calcesano doc, la mia famiglia vive a Calci da decine di generazioni ed io quei boschi li ho vissuti e li vivo tutt'ora. Il problema della tipologia di vegetazione non è per deviare dal problema, ma per aiutare a prevenirlo; premettendo che quando mio padre era piccolo di pini ce ne erano pochi, l'ecosistema che si crea in un bosco di lecci, sughere è completamente diverso da quello di una pineta (fra l'altro di pini selvatici) ed oltre ad essere di qualità maggiore sarebbe anche più difficilmente incendiabile. Il pino purtroppo ha la caratteristica di creare un sottobosco secco, facilmente infiammabile, senza considerare che la pianta stessa è più infiammabile di lecci o altro.
X Susanna, ho uno zio che abita ne La Corte anch'io l'ho vissuto da vicino ed anche a me piange moltissimo il cuore cosi come piangeva quando anni fa vidi il Verruchino tutto nero perchè bruciato. L'importante però è reagire e non starsene (come quella volta) senza far niente sperando che la natura si curasse da sola: "noi" abbiamo fatto il danno, noi ripariamo, cercando di agire nel miglior modo possibile

2009/09/09 12:09:37 susanna magagnini Ho seguito totalmente il processo distruttivo di questo incendio. Abito alla Gabella, e lo scempio che si è creato in poco tempo sotto ai miei occhi, ha fatto si che provassi un "dolore".. sordo, silenzioso, ho pianto, non lo nego... E' scomparso un polmone di verde di notevole importanza... le fiamme alte e impazzite lo hanno divorato in poco tempo... Mai vista una cosa simile. Cosa dobbiamo provare per coloro che fanno tutto questo? Ho desiderato con tutta me stessa che questi delinquenti fossero rimasti intrappolati tra le fiamme... Ma so che se la saranno cavata... come sempre.... Vorrei poter fare qualcosa... spero che venga mobilitata la popolazione affinchè si possa ripristinare presto il nostro paesaggio..

2009/09/09 12:09:33 Alessandro Controzzi Funziona sempre cosi in Italia, cerchiamo le soluzioni quando ormai è troppo tardi.

Discutere sulla tipologia di alberi da piantare fa spostare l'attenzione sul rimboschimento , quando invece il vero obbiettivo comune deve essere la salvaguardia di queste aree.

Mi ricordo che dopo gli incendi che devastarono il Mt. Serra anni or sono, nelle riunioni di coordinamento si era parlato di creare degli sparti fiamme, presenti in molti monti dell'Appennino, si tratta di corridoi lasciati senza vegetazione che delimitano aree più o meno faste di bosco, permettendo di arginare le fiamme evitando cosi che si propaghino in modo incontrollato per tutta la superfice boschiva.

In questo modo si avrebbe al massimo la distruzione di un'area definita, si potrebbe intervenire in sicurezza per lo spegnimento anche con mezzi ridotti e sicuramente non si avrebbe il pericolo che il fuoco minacci abitazioni e strade.

Ma il problema delle competenze, degli interessi e delle risorse fa si che questi restino buone idee, ma alla fine il rimboschimento è sicuramente più conveniente e sbrigativa.

2009/09/09 11:09:32 luigi giannetti Quello che intendevo io e credo anche aleksandar è che il rimboschimento (quando avviene) avviene esclusivamente con pini selvatici, le querce e i lecci c'erano ma in minoranza...per essere precisi allora c'erano anche sughere, castagni, agrifogli, ulivi.
Non credo che ormai abbia importanza cosa c'era, l'importante è avviare un deciso intervento di rimboschimento il più presto possibile ed in quel caso potremmo discutere sul cosa mettere, l'importante è che non avvenga come sul Verruchino (il monte dietro la gabella) dove non si è mai intervenuti.

2009/09/09 11:09:56 Federico Fabiani sulla verruca non c'erano soltanto pini ma anche querce e lecci, era un bosco che ci aveva messo 10 anni a rinascere dopo l'incendio del 1992! è stato veramente uno spettacolo orribile sembrava l'inferno in terra....

2009/09/09 11:09:56 luigi giannetti Concordo, ce la puoi avere con una persona ma il bosco che ti ha fatto?E che gusto c'è a vederlo bruciare?...

2009/09/09 11:09:31 Roberto Morelli sono sconfortato e arrabbiato

quello degli incendi è uno dei tanti problemi cronici italiani
ogni estate il solito bilancio di natura andata in fumo

se solo avessi davanti chi ha appiccato il fuoco, se solo potessi sputargli in faccia

2009/09/09 11:09:00 luigi giannetti Dopo questa affermazione anche se non ti conosco hai conquistato la mia stima. E' vero il rimboschimento spesso non avviene (lasciando crescere una vegetazione spontanea fitta ed arbustiva) o qualora avvenga mettono dei pini, piante che bruciano facilmente e che non creano neanche un buon sottobosco ma tappeti di aghi secchi...
Pensa al monte sopra la gabella prese fuoco anni fa e nessuno ha mai provveduto al rimboschimento, ed infatti si vede che nessuno ha provveduto...

2009/09/09 09:09:35 aleksandar medic Oltre a monitorare i devastatori ci sarebbe il bisogno di coordinare ora un rimboscamento su vasta scala e magari di lecci invece che pini. Che ne pensano di questo le giunte?

incendio Calci: 8 settembre 2009 - di SKYWOLFgtR

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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