E'
stato indetto sciopero per venerdì 12 nella scuola pubblica;
contemporaneamente allo sciopero si terrà una manifestazione
nazionale indetta dai Cobas a Roma, con un corteo che partirà da
Piazza della Repubblica alle ore 10 e che si concluderà al Ministero
della Pubblica Istruzione. Una volta giunti lì, i precari
assicurano che il palazzo verrà "posto sotto assedio permanente",
ossia presidiato ininterrottamente per tre giorni.
A
Pisa invece, ci sarà un corteo a partire dalle 8:30 con ritrovo al
Concetto Marchesi.
I motivi di
questo sciopero.
Potrebbe
sembrare superfluo ripeterlo dopo quasi due anni di lotte
ininterrotte, ossia da quando la Gelmini è diventata Ministro
dell'Istruzione, ma sempre meglio ricordarli. E sono proprio
i precari della scuola a farlo, quelli che da subito si sono
mobilitati, sia in difesa del proprio posto di lavoro, sia a difesa
della scuola pubblica.
"No
al il decreto 'ammazza precari' - si leggeva nel volantino
distribuito ieri in Borgo Stretto - assunzione a tempo indeterminato
di tutti i precari/e, parità di trattamento economico e normativo
tra il personale a tempo determinato e indeterminato".
E
ancora: "Evitare che il poter pagare meno un docente e Ata precario
renda conveniente la precarietà selvaggia nella scuola. Contro i
tagli e l'immiserimento della scuola pubblica, per il ritiro dei
tagli agli insegnanti di sostegno, come sancito da recente sentenza
della Corte Costituzionale; per il ritiro della "riforma" delle
superiori".
"Contro
il decreto Brunetta - continuano gli insegnanti - il disegno di
legge Aprea, la gerarchizzazione nella scuola; perché l'obbligo
scolastico venga innalzato e non abbassato a 15 anni; per forti
investimenti nella scuola pubblica; per la democrazia sindacale nelle
scuole e la restituzione a tutti del diritto di assemblea".
I cambiamenti sostanziali nelle scuole superiori
A pochi giorni dalla scadenza (26 marzo, ndr) per le iscrizioni alle
scuole superiori, l'elenco delle modifiche sostanziali che
cambieranno il volto e gli obbiettivi dei licei e degli istituti
tecnici-professionali, è già lungo. Nei
licei del dopo-riforma scompariranno compresenze e sperimentazioni,
diminuiranno l'orario settimanale e il monte orario delle materie.
Saranno eliminate materie importanti, come Diritto, mentre altre,
come Storia e Geografia, verranno accorpate. Per
quanto riguarda i laboratori, verranno totalmente eliminati nei
licei, mentre negli istituti tecnici e professionali, saranno ridotti
in media tra gli indirizzi, rispettivamente del 29,54% e del 38,84%.
Occupazione al
Matteotti e autogestione al Buonarroti
La mobilitazione a Pisa si sta ampliando: da martedì sera infatti l'istituto turistico elberghiero Matteotti è stato occupato, e lo rimarrà fino a stasera. L'occupazione al Matteotti è significativa, dato che sarà uno degli istituti più colpiti dalla riforma, con un taglio dei laboratori di quasi il 45% e l'eliminazione dell'indirizzo turistico. Per l'alberghiero invece - come per tutti gli istituti professionalizzanti - insegnanti, genitori e ragazzi si domandano: dove verrà svolta la formazione pratica degli studenti? Intanto, questa mattina alle 12:30 il Sindaco Filippeschi incontrerà il professor Francesco De Martino, preside dell'IPSSAR G. Matteotti per discutere dell'abolizione del corso di turismo.
Autogestione
anche per il liceo Buonarroti, che in quanto liceo scientifico vedrà
drasticamente ridotto sia il monte ore sia gli indirizzi formativi.
Sull'eliminazione
di sperimentazioni e laboratori, Giovanni Bruno dei Cobas scuola ha
commentato: "Si pensa che eliminando dei laboratori si possano
attivare stage esterni in una logica di avviamento al lavoro, più
che di effettiva formazione. In linea con la logica degli ultimi
anni, si tende a anticipare il lavoro più che preparare
al. Ci sarà un trasferimento di competenze dalla scuola ai
privati, perchè è probabile che verranno organizzati tirocini e
stage esterni. Questi provvedimenti, inoltre, rimandando al cosiddetto
'collegato del lavoro': fra i 15 e i 16 anni infatti, sarà possibile
espletare l'ultimo anno non a scuola ma in aziende convenzionate. È
un ritorno indietro nell'obbligo scolastico."
Per
quanto riguarda la giornata di domani, prosegue Bruno: "Ci sarà
un'adesione massiccia sia allo sciopero che alla manifestazione. Il
comitato per la difesa della scuola pubblica, che si riunisce al
liceo Dini, è composto da insegnanti di vari istituti che hanno
aderito e stanno mobilitando diverse realtà. La risposte nelle
scuole è positiva, c'è preoccupazione, molte scuole sono costrette
a rivedere profondamente gli orari, molti colleghi perderanno la
cattedra perchè il loro insegnamento scomparirà".
"Da
Pisa - conclude Bruno - partiremo alle 4 e mezza dal parcheggio di
via Pietrasantina con un autobus che stiamo organizzando. Per chi
vuole prenotare può telefonare alla sede dei Cobas allo 050-563083".
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