21/01/10 08:43 | autore: danilo soscia Stampa

L'ordine nuovo secondo Domenico Guarino 0

L'intervista di Pisanotizie al giornalista e 'voce' di ControRadio - Popolare Network. L'Italia di oggi e la sua preoccupante deriva securitaria: "Il primo articolo della nostra Costituzione dice chiaro come la dignità del cittadino proceda dalla sicurezza del lavoro: questo è l'unico ordine possibile"

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La libreria Tra le Righe di Pisa ospiterà venerdì 22 gennaio alle ore 21.15 la presentazionde del libro 'Ordine Nuovo' di Domenico Guarino (Cult Editor), giornalista e 'voce' dell'emittente ControRadio - Popolare Network. Pisanotizie lo ha incontrato per approfondire alcuni passaggi del suo recente lavoro dedicato alla deriva securitaria vissuta attualmente dal nostro Paese, sintomo - secondo l'autore - di una crisi morale e identitaria diffusa.

Alcuni episodi di cronaca degli ultimi tempi sembrerebbero aderire perfettamente alle tesi contenute nel suo libro. Razzismo e ossessiva richiesta di sicurezza, sembrerebbero non mancare dal panorama della società italiana attuale.

I collegamenti tra la cronaca quotidiana e gli argomenti esposti nel mio laoro possono essere molteplici. Per quanto riguarda le sue finalità, è forse ben espressa dal sottotitolo che correda il libro: "Istantanee da un paese in crisi". Al particolare significato di 'crisi' si lega buona parte della mia esposizione. La crisi in questione è legata soprattutto al fatto che gli italiani si raccontano quasi sempre in maniera 'comoda'.

Non sono realisti?

Per niente. Il razzismo, tanto per citare un tema frequentissimo, è un buon campo di prova. A fronte di un episodio di razzismo, si sente spesso dire: "gli italiani non sono razzisti ma...", c'è sempre una legittimazione al proprio gesto di intolleranza. Penso a Empoli, dopo la questione del cartello anti-cinese, a Rosarno dopo la rappresaglia sugli immigrati: c'è sempre un motivo ben determinato per giustifcare ciò che non è giustificabile. La realtà è che il nostro paese è sempre più razzista. Ma gli italiani non amano 'raccontarsi' così.

E' cambiato il 'vocabolario' degli italiani per quanto riguarda il loro definirsi' sicuri' e 'protetti' nella vita quotidiana?

Un altro termine del quale bisogna meglio definire il senso è proprio quello di 'sicurezza'. Tanto per fare riferimento ancora ai fatti della recentissima cronaca: se il cittadino cinese non viene messo in condizione di imparare l'italiano, ciò rappresenta un 'debito' che lo Stato ha nei suoi confronti. La legalità e la sicurezza si originano dalla garanzia assoluta dei diritti di cittadinanza. Al contrario, il nostro è un paese che sta costruendo un ordine in cui contano i doveri di quelli che stanno in basso e di diritti di quelli che stanno in alto.

Sarebbe necessario, dunque, riuscire a capire quale ordine e quale sicurezza riguarda la prospettiva attuale del popolo italiano.

L'ordine e la sicurezza riguardano per caso l'evasione fiscale? Il volontario mancato pagamento delle imposte è una decurtazione anticostituzionale. Eppure nell'immaginario collettivo essa non rappresenta un reato grave e non crea quasi alcuno scandalo. Una mancata percezione che deriva dal fatto che all' 'ordine' attribuiamo una valenza ben diversa da quella che dovrebbe avere.

Una mancanza culturale molto grave. Esistono margini di ripresa in tal senso?

L'ottimismo è un dovere. Quando il popolo è unito nelle sue battaglie, la conquista dei diritti è conseguente. Io ho usato i concetti di 'ordine' e di 'sicurezza' per tentare di analizzare nel profondo quello che sta accadendo nel tessuto della società italiana. Uno degli episodi che mi ha convinto a procedere in tal senso riguarda i commenti che ricevemmo in radio (ControRadio - Popolare Network, ndr.) a seguito dell'ordinanza contro i lavavetri emessa a Firenze qualche tempo fa. Ebbene, la maggior parte dei nostri ascoltatori era d'accordo con quell'ordinanza. Questo, a mio avviso, è il sintomo di una crisi d'identità profonda, soprattutto a sinistra.

'Ordine' e 'sicurezza' sono davvero diventati due concetti politicamente neutri?

'Ordine' e 'sicurezza' sono tradizionalmente due concetti strumentalizzati dalla destra, contraddistinti molto spesso dall'invocazione della 'lettera' della legge senza alcuna attenzione alla sostanza: "Se rubi, vai in galera", senza troppe domande o eccezioni. Questo presupposto, purtroppo, si è radicato profondamente anche nel patrimonio politico della Sinistra attuale. All'invocazione della sicurezza non si è risposto con la necessaria riproposizione dei diritti fondamentali, scegliendo così un terreno scivoloso dove la sinistra è battuta con la connivenza di tutti.

Sembra quasi che dalla caduta del Muro la Sinistra abbia introiettato in tal senso una sconfitta epocale.

Colpevoli sono l'apparato politico e coloro che insistono a votarlo con tali premesse.

A suo avviso, come andrebbe impostato un 'ordine nuovo'?

Vorrei tornare sulla questione dell'evasione fiscale. Un'enorme mole di denaro è sottratto al buon funzionamento dello Stato. Perché questo deve essere affrontato come un problema di secondo piano? Perché gli italiani non richiedono a gran voce a coloro che votano che si occupino seriamente della questione? I soldi non pagati alla fiscalità distruggono il welfare, cioè lo strumento sul quale si basano le grandi democrazie occidentali.

In questo quadro quale ruolo assumerebbero i poteri che attualmente governano il nostro Paese?

Il Potere è fondamentalmente contrario all' 'ordine'. Non desidera il controllo espresso dalla Legge, né vuole rispettarla a suo svantaggio. Oggi, rispettare la Legge significherebbe attuare l'articolo 41 della Costituzione, una cosa a dir poco 'sconveniente'. La nostra cronaca è invasa da piccoli e grandi evasori che vengono 'pizzicati', eppure il controllo repressivo è destinato solo ai più deboli.

Come si colloca il problema dell'immigrazione in questa dinamica?

In questo schema del nuovo 'ordine' gli immigrati diventano lo specchietto per le allodole. Le tensioni sociali sono interamente scaricate su di loro. Questo è altamente significativo, perché è tra gli immigrati che si possono trovare gli ultimi tra gli ultimi. Il grande crimine di oggi è la povertà. Chi non sta al passo con il sistema, non esiste. Dunque, molti cittadini 'reali' si trovano improvvisamente a 'non esistere'...

Una 'separazione' che riguarda lo strato più basso della nostra società?

Una separazione si oppone anche tra gli immigrati stessi. Comunitari e non comunitari. Un calciatore è 'diverso' da un operaio o da un ambulante. Un fenomeno che si ripete quotidianamente e che noi colpevolmente trascuriamo.

A suo avviso, esiste un 'ordine' possibile che rispecchi una dimensione di reale legalità e di giustizia sociale?

Il principio ordinatore del mio discorso, l'archè, è la Costituzione della nostra Repubblica, vertice assoluto al quale riferire ogni dubbio sulla valutazione dei problemi che riguardano il nostro vivere quotidiano. Il primo articolo della nostra Costituzione dice chiaro come la dignità del cittadino proceda dalla sicurezza del lavoro. Questo è l'unico ordine possibile, lo stesso che riuscirebbe a condurre sicurezza nella vita di tutti noi.

 

 

 

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