20/08/09 15:47 | autore: Francesca Parra Chiara Martina Stampa

Operai Bulleri, sotto il sole per difendere il lavoro 0

In presidio dal 27 di luglio per impedire la movimentazione dei macchinari. Incontro tra operai e Comune di Pisa per istituire un fondo per le famiglie senza stipendio

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Prosegue il presidio dei lavoratori della Bulleri Brevetti, l'azienda messa in liquidazione che fa capo al gruppo Sicar della famiglia Signorino, di fronte ai cancelli della fabbrica. Entro giovedì è infatti atteso l'arrivo di un autista incaricato di prelevare uno dei macchinari presenti all'interno dell'azienda, acquistato da un imprenditore italo-polacco direttamente dai Signorino. Forti anche della posizione del liquidatore, che ha confermato la sua estraneità alla compravendita e ha quindi ribadito la necessità che il macchinario non lasci l'azienda, i dipendenti continuano a sorvegliare la fabbrica.

Giovedì pomeriggio si è svolto un incontro tra una delegazione di operai e sindacalisti e l'assessore alle politiche sociali del Comune di Pisa, Maria Paola Ciccone. Se infatti il Comune di Cascina nelle scorse settimane aveva già stanziato un fondo di 30.000 euro destinato alle famiglie degli operai residenti nel Comune, ancora nessun aiuto è arrivato agli operai residenti nei comuni limitrofi. Durante l'incontro con l'assessore Ciccone è stato deciso di stilare un elenco dei comuni interessati, in modo da poterli sollecitare  per l'istituzione di un fondo speciale.

Il 25 agosto avranno inizio le audizioni presso l'Ispettorato del Lavoro, dove saranno ascoltati sia i lavoratori che la proprietà, per verificare lo stato e la salute economica dell'azienda. La Bulleri Brevetti, che vanta la produzione di macchinari di pregio modellati sulla necessità dei clienti, è stata acquisita nel 1996 dal gruppo Sicar di Carpi. Fondata nel 1935 dalla famiglia Bulleri, l'azienda si è distinta per la sua capacità di essere all'avanguardia tecnologica, e ad oggi rimane una delle ultime aziende storiche rimasta a Cascina.
E all'azienda, fiore all'occhiello della produzione di macchinari a controllo numerico, il lavoro non sembra in realtà mancare: numerose sarebbero infatti le commesse non ancora evase dall'Est Europa e dal Medio Oriente.

Mentre i dipententi attendono notizie sull'approvazione della cassa integrazione straordinaria, si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà da parte dei sindacati e dei lavoratori della fabbriche del pisano. Davanti ai cancelli anche alcuni lavoratori di Asso Werke e Continetal e rappresentanti delle varie realtà sindacali, come Cobas  e Fiom, nella persona del segretario provinciale Marcello Franchi. La rappresentanza sindacale CEVA magazzino Piaggio ha espresso solidarietà e appoggio all'iniziativa, ribadendo la necessità di un intervento delle istituzioni nella risoluzione della questione. Necessità ribadita anche da Claudio Gazotto della Fim Cisl: "Chiediamo alla Provincia e all'INPS di stringere i tempi, per dare modo ai lavoratori di beneficiare degli ammortizzatori sociali, e ai Comuni di aiutarci a trovare imprenditori interessati a rilevare l'azienda".

E se almeno due imprenditori nei giorni passati hanno già manifestato un'interessamento per la Bulleri Brevetti, sul tavolo delle possibili soluzioni c'è anche la creazione di una cooperativa gestita dagli operai, a cui la Provincia di Pisa guarda con serio interesse. Nel frattempo la Provincia, nel tentativo di creare una rete istituzionale per la gestione della crisi, ha iniziato un confronto con i comuni della zona.
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Cascina, Moreno Franceschini, che sulle pagine de "La Nazione" ha auspicato: "un coinvolgimento della Provincia, della Regione e del settore finanziario e bancario, al fine di determinare le condizioni di mantenimento sul nostro territorio di un'azienda importante".

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Centodonnecentobici a Pisa - di Rebeldìa Media Crew

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