08/04/09 17:50 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Primo sciopero al Polo Tecnologico: si fermano i lavoratori di "Nettare" 0

Dopo 4 mesi che non percepivano gli stipendi, i lavoratori dell'azienda organizzano con la FILCAMS il primo sciopero nella storia delle aziende che hanno sede a Navacchio

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Quanto avvenuto ieri entra nella storia sindacale e delle lotte dei lavoratori della conoscenza nella Provincia di Pisa. Davanti a uno dei cancelli del Polo Tecnologico di Navacchio diversi dipendenti dell'azienda Nettare , che ha qui sede, hanno scioperato, volantinando e facendo una conferenza stampa, supportati dalla FILCAMS CGIL di Pisa.

Si tratta di qualcosa di assolutamente inusuale per aziende con poche decine di dipendenti, molti con contratto a termine (determinato, cocopro, etc..) e per di più in un settore come quello della produzione immateriale e dell'innovazione tecnologica in cui la sindacalizzazione è quasi inesistente.

La ragione dello sciopero ci spiegano i lavoratori di Nettare, un'azienda specializzata in connettività a banda larga in modalità wireless, è "il mancato pagamento da parte dell'azienda delle retribuzioni dei mesi di dicembre, gennaio, febbraio e della tredicesima, a fronte di promesse e annunci puntualmente disattesi. Rivendichiamo il nostro legittimo diritto a essere pagati per il nostro lavoro; non è accettabile che arrivati in fondo al mese il pagamento dei nostri salari sia subordinato ad altre esigenze aziendali."

"L'azienda giustifica il mancato pagamento" - ci spiega Caterina Ballanti della segreteria della FILCAMS-CGIL di Pisa, che ha supportato l'assemblea dei lavoratori nella trattativa con l'azienda e nella proclamazione dello sciopero - "a causa dei ritardi da parte della Regione Toscana nello svincolare i fondi di un bando vinto da Nettare per alcuni milioni di euro". "Si tratta di una giustificazione pretestuosa," - sostengono i lavoratori- "non è con i soldi della Regione che devono essere pagati i nostri stipendi".

"Il caso di Nettare" - ci racconta Ballanti - "non è isolato e il meccanismo che si sta generalizzando è lo stesso: non si tratta di situazioni di crisi conclamate, non si ricorre alla mobilità o alla cassa integrazione, ma si maschera il tutto non pagando gli stipendi ai lavoratori."

"La situazione si trascina da tempo" - sottolineano i lavoratori - " dopo mesi senza una lira abbiamo avuto un incontro con l'azienda il 18 marzo e lì ci erano state date garanzie che i pagamenti sarebbero avvenuti entro fine marzo; poi la cosa è slittata ai primi di aprile, al che abbiamo deciso di porre noi una data (il 7 aprile ndr.) superata la quale avremmo proclamato lo sciopero".

E così puntualmente è avvenuto. Una parte del personale, eccetto il settore dirigenziale, è rimasta fuori dai cancelli.
Non è però la prima volta che avviene questo ritardo nei pagamenti. Un lavoratore ci racconta che "già nel luglio del 2008 l'azienda aveva pagato le spettanze dovute con 3 mesi di ritardo" e aggiunge un altro addetto di Nettare sulle condizioni di lavoro: "non ci vengono pagati i rimborsi spese e spesso ci viene detto: se così non ti va bene puoi pure andare via".

"Qui non sono abituati neanche negli atteggiamenti alle relazioni sindacali" sottolinea la Bellanti della FILCAMS mentre un lavoratore incalza: "non capiscono neanche cosa vuol dire indire uno sciopero; la crisi non dipende da noi e non possiamo essere noi eventualmente a pagarla".

Ma Nettare, azienda di punta del territorio pisano nata nel 2005, è in crisi?

A sentire l'amministratore Francesco Porri sembrerebbe di no: " il nostro fatturato è stato nel 2007 di 1,5 milioni di euro, nel 2008 è cresciuto a 2,5 milioni, e pensiamo quasi di raddoppiarlo fino ad arrivare a 4 milioni di euro nel 2009. Gli interventi per usi domestici e usi aziendali non registrano alcun rallentamento. Le difficoltà sono derivate dal ritardo nell'incasso di alcuni contributi. E poi il maltempo ci ha creato notevoli disagi, in quanto la pioggia rallenta il nostro tipo di attività di installazione dei sistemi."
Gli chiediamo dello sciopero: "L'adesione allo sciopero è stata del 30% del personale e non c'è stato alcun disservizio. Inoltre abbiamo oggi stesso liquidato ai lavoratori una mensilità per cui si tratta solo di 3 persone su 21 che hanno vissuto una situazione di disagio, che ora viene superata."

"Il clima in azienda è teso"- ci racconta Porri - "e io provo un grande senso si amarezza; noi siamo sempre andati incontro alle esigenze del personale, e mi dispiace che si sia interrotto il dialogo. Il fatto è che sta facendo sciopero chi ha il contratto in scadenza, e usa questo mezzo come strumento di pressione per farselo rinnovare: la questione salariale non c'entra nulla . E occorre anche dire che per coloro che hanno un progetto che si sta concludendo non è che il lavoro negli ultimi tempi sia stato così pressante".

Porri insiste molto su questo aspetto dei contratti in scadenza: "il delegato sindacale, che è colui che si sta muovendo di più nella protesta , è proprio uno di quelli che ha il contratto in scadenza: l'interesse privatistico mi sembra chiaro. Se ci incontriamo in ufficio non mi rivolge la parola, solo negli incontri ufficiali con il sindacato pone i problemi. Invece occorre guardarsi negli occhi e se ci sono difficoltà dirsele, occorre essere una squadra".

L'Amministratore di Nettare chiude il suo commento con un monito: "e se le banche ora ci segnalassero una situazione di criticità e ci chiedessero di intervenire, per me al momento la risposta sarebbe semplice: esternalizziamo i servizi e chiudiamo una serie di contratti".

 

Sciopero generale a Pisa: corteo a Ospedaletto - di Tommaso Fabiani

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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