12/03/09 10:40 | autore: Stampa

Rebeldia, tre anni nel quartiere Stazione 0

Sempre più numerose le associazioni aderenti al cartello di Via Battisti. Che ora denunciano: "sulla trattativa è calato il silenzio delle istituzioni"

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Sono passati tre anni, da quel Marzo 2006 in cui Rebeldia entrava per la prima volta nello spazio di Via Battisti. Tempo di bilanci, dunque, e anche di interrogativi sulla futura collocazione delle associazioni: sono intervenuti ieri, in una conferenza stampa, i rappresentanti dei quasi trenta gruppi che compongono il cartello "Progetto Rebeldia".

«In questi anni trascorsi al quartiere della Stazione», ha spiegato Abramo Tesoro aprendo la conferenza stampa, «la nostra esperienza è notevolmente cresciuta. Oggi a Rebeldia si tengono moltissime attività, e del nostro cartello fanno parte organizzazioni di diverso tipo e scala».

L'elenco è un po' troppo lungo per riprodurlo integralmente. Ecco alcuni dati forniti: oggi, a Rebeldia funziona una palestra di arrampicata sportiva - affiliata alla UISP - che vanta 250 iscritti, ai quali si aggiungono un centinaio di allievi dei 10 corsi di arrampicata organizzati dal gruppo «Equilibri Precari».

La Scuola di Italiano, promossa dal «Comedor Estudiantil Giordano Liva», ha oggi una decina di classi, per un totale di più di 150 alunni migranti. Uno sportello informativo per stranieri, attivato da Africa Insieme, offre ogni Martedì e Giovedì consulenza sui permessi di soggiorno a centinaia di cittadini immigrati. Ai Gruppi di Acquisto Solidale, che hanno incrementato in questi anni i prodotti commercializzati e distribuiti a Rebeldia, partecipano quasi un centinaio di famiglie.

Non basta. L'incremento del numero di associazioni presenti nello spazio di Via Battisti ha consentito di sviluppare delle collaborazioni tra gruppi che si occupano di tematiche simili. È nato così, a Rebeldia, una rete fatta da Mosquito, dalla caffetteria meticcia "Machu Pichu" e molti altri impegnati della costruzione concreta di un'economia di giustizia - e un «Polo Migranti», insieme di associazioni che lavorano per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini stranieri.

Il lavoro con Legambiente e Arciragazzi sulla riqualificazione nella zona Stazione ha dato vita al progetto di urbanistica partecipata  «Voci di Quartiere». Dentro questa idea di riqualificazione sociale ed urbanistica in cui la cittadinanza abbia un ruolo attivo sono nati, dicono dal Progetto Rerbeldìa, "esperienze come i "mondiali rebeldi e il primo carnevale migrante, svolto poche settimane fa".

Recentissima, infine, è la costituzione di un «Polo Cooperazione», nato dalle associazioni che in Via Battisti si occupano di solidarietà internazionale e cooperazione decentrata: Emergency, «Un Ponte per...», Fratelli dell'Uomo, Comedor Estudiantil Giordano Liva, Ingegneria Senza Frontiere. Gli attivisti del Progetto Rebeldìa ricordano anche gli spazi della ciclofficina, del cinema, la nuova biblioteca Babil di recente formazione, lo spazio teatrale oggi frequentato da più di dieci compagnie teatrali.

Attività e iniziative numerose, diversificate, che hanno bisogno di spazio per poter crescere e svilupparsi. E proprio questo è il tasto dolente: come noto, è in corso da più di due anni una complessa trattativa con il Comune proprio sull'area di Rebeldia, oggetto di un complesso intervento edilizio ed urbanistico progettato dall'amministrazione.

«Sono trascorsi mesi dall'ultimo incontro con il Comune, l'Università, la Provincia e gli altri enti interessati alla trattativa», denunciano gli attivisti di Rebeldia, «e da allora nuovamente é sceso il più totale silenzio da parte delle istituzioni in merito alle soluzioni per le nostre attività: al tavolo tecnico del 10 dicembre 2008 fu anche sottoscritto un verbale da tutti i presenti in cui si affermava la necessità urgente di un nuovo incontro per approfondire le tematiche discusse in tale sede».

L'ultima novità emersa nelle trattative del Dicembre scorso, è l'ipotesi - avanzata dal Comune - di trasferire Rebeldia in un'immobile di Via Corridoni, di proprietà delle Ferrovie. Le associazioni sono disponibili a valutare l'ipotesi, e per questo hanno avanzato alcune proposte e richieste necessarie perchè l'area venga adeguata alle esigenze delle loro numerose attività. A queste domande - denunciano gli attivisti di Rebeldia - le istituzioni, nonostante i numerosi solleciti anche di queste settimanae, non hanno ancora risposto.

«Vorremo avere risposte concrete - dicono - in modo da poterle valutare». «Soprattutto - insistono le associazioni di Rebeldia - vorremmo essere informati di quel che accade, e avere un ruolo nell'evoluzione degli accordi con Ferrovie: non vogliamo esser messi di fronte al fatto compiuto, dove dire "si" o "no" ad una ipotesi confezionata da altri».

Per questo Progetto Rebeldìa rilancia altre proposte per l'individuazione di una sede stabile che possa garantire l'unità di tutte le associazioni: "chiediamo che siano approfondite e messe a confronto tutte le possibili soluzioni, come ad esempio la proposta di Voci di Quartiere per la permanenza in Via Battisti, il capannone Ex Piaggio, il Centro Maccarrone, dato che riteniamo miope e sconveniente per tutte le parti coinvolte puntare solo sull'ipotesi di Via Corridoni, la cui fattibilità e concretezza sono da indagare e poi verificare".

«Se non si tiene conto delle numerose attività che si svolgono a Rebeldia - spiegano infatti da Via Battisti - non è possibile individuare una soluzione: per questo, confermiamo la nostra disponibilità al confronto e ribadiamo che la nostra partecipazione è fondamentale».

 

Sciopero generale a Pisa: corteo a Ospedaletto - di Tommaso Fabiani

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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