Esprimere la solidarietà alle persone coinvolte nei tafferugli del 6 Marzo in Sapienza risulterebbe essere un atto dovuto se non cominciamo a porci quesiti chiari e non riportiamo al centro della discussione politica e istituzionale il concetto di Democrazia.
Fermo restando che "l'intolleranza gioiosa" è un'infelice provocazione e una triste, triste contraddizione storica, la risposta al dissenso devono darla la politica e le istituzioni, non i manganelli, di cui, come PD Università e Ricerca condanniamo in maniera netta il "facile" utilizzo alla stessa stregua di qualsiasi azione di violenta intolleranza.
Come riportato in un volantino promosso da alcuni dei manifestanti stessi della Sapienza in occasione di un diniego ricevuto per lo svolgimento in una sede universitaria di una propria iniziativa considerata troppo di parte, "l'Università deve essere uno spazio pubblico aperto al sapere, alla conoscenza, al confronto, alla pluralità delle idee....".
In coerenza con quanto espresso nessuno può e deve mettere in discussione il diritto del senatore e delprofessore Pera di esprimersi all'interno della nostra Università in un clima sereno e civile.
La Sapienza blindata, la trasformazione di un'iniziativa pubblica in un problema di ordine pubblico, la degenerazione del confronto politico nello scontro sono espressione di una sconfitta della democrazia e della politica.
Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e discutere con urgenza in tutte le Istituzioni, in particolare in quelle universitarie, di quanto accaduto, ponendoci senza troppi filtri alcuni quesiti chiari: cosa sta succedendo nelle nostre aule e nella nostra città? Non c'è più capacità di garantire l'agibilià del confronto stigmatizzando il dissenso incivile e non costruttivo? Le porte sprangate e il ricorso alla forza sono incidenti episodici o una consuetudine? In questo secondo caso dove vanno individuati i perché? Quanto accaduto è frutto di un nuovo indirizzo politico del Governo nazionale, visto che le stesse forze dell'ordine in passato hanno gestito a Pisa situazioni molto più complesse senza tensioni? Quanto sta accadendo corrisponde agli Statuti e alla Storia del nostro Ateneo e della nostra città spesso identificata con le tre "T", tolleranza, talenti, tecnologia?
In tal senso, il dipartimento e il circolo PD Università e Ricerca, ribadendo la condanna del ricorso alla forza, si adopererà nelle Istituzioni per riaffermare il valore del confronto democratico.
Carmine Zappacosta
Resp. Università e Ricerca PD - Provincia di Pisa
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